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Pompei: polo "didattico" nelle Ville romane di Stabia |
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Il Commissario delegato dell'area archeologica di Napoli e Pompei Marcello Fiori e dal sindaco di Castellamare Luigi Bobbio hanno firmato un protocollo d'intesa per fare delle Ville romane di Stabia un "polo didattico" di Pompei. Marcello Fiori sottolinea come "al primo punto dell'accordo c'è la tutela di un patrimonio unico costituito da Villa Arianna, Villa del Pastore e Villa San Marco dove saranno proseguiti degli scavi già in atto. Questi 3 straordinari siti saranno tra loro collegati, con la formula del "museo-attivo", da un iter didattico mediante percorsi pedonali con aree verdi e di intrattenimento, spazi per le mostre ma anche parcheggi per auto e bus. Altro aspetto innovativo del protocollo riguarda la diffusione di metodi di agricoltura biologica ed ecosostenibile nelle aree già incluse nel Parco”. Presso Villa San Marco saranno realizzati inoltre spazi multimediali destinati alla divulgazione didattica ricavati da alcune strutture edilizie incompiute e da tempo inutilizzate.
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Sequestrati in Svizzera più di 300 reperti archeologici |
I Carabinieri della Sezione archeologica del Nucleo Patrimonio Artistico, coadiuvati dalla Prefettura e dalla Polizia cantonale di Ginevra e Basilea, hanno ritrovato gli oggetti nel magazzino di un giapponese di 55 anni, pronti per essere immessi sul mercato clandestino nipponico. Sono stati rinvenuti vasi di ceramica, statue di marmo, candelabri etruschi, affreschi pompeiani, bronzi sardi, guerrieri nuragici in bronzo e una navicella, tutti beni datati tra l'VIII secolo a.C. e il IV secolo d.C., per un valore complessivo stimato sui 15milioni di euro. Questi tesori sono frutto di alcune operazioni di scavo, clandestine, condotte tra gli anni '70 e '90 tra Lazio, Sardegna, Puglia e Magna Grecia. |
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Scoperta una nave del '700 sotto Ground Zero a New York |
L'imbarcazione, lunga una decina di metri, è stata individuata sotto le fondamenta delle Twin Towers, a oltre dieci metri sotto al livello stradale. Le squadre edili hanno prima trovato un'ancora di cinquanta chili, poi una fila di assi di legno in mezzo al terreno punteggiato da gusci di ostriche ed infine una strana calzatura di cuoio. Michael Pappalardo, archeologo, ha identificato i resti come appartenenti ad un veliero del settecento lungo una decina di metri. L´opinione prevalente tra gli archeologi e gli storici di New York è che l´imbarcazione, probabilmente in disuso o danneggiata, fu usata nel settecento o all´inizio del diciannovesimo secolo come materiale di riporto per allargare la punta Sud di Manhattan. |
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Novità per l'Accademia di Brera |
E' stato firmato il protocollo per la creazione della "Grande Brera", che prevede l'espansione della Pinacoteca e l'ampliamento dell’Accademia delle Belle Arti, con la creazione di un nuovo polo nell’ex distretto militare di via Lorenzo Mascheroni. Il progetto costerà tra gli 80 e i 100 milioni di euro e sarà da realizzare entro il 2015. Ci sarà lo spostamento di parte delle attività didattiche dell’Accademia nei 21mila metri quadrati messi a disposizione dalla Difesa, le caserme Magenta e Carroccio, dove verrà creato un grande campus delle arti con nuovi laboratori e aule, più un terzo lotto di 4mila metri quadrati che si aggiungerà in una seconda tranche. Per quanto riguarda i finanziamenti, 55 milioni per la Grande Brera e altri 40/50 per il nuovo campus, il commissario straordinario per la Grande Brera, Mario Resca, lancia un appello. "Milano si metta una mano sul cuore. Credo che le istituzioni locali, fondazioni e privati debbano responsabilizzarsi. È un progetto di grandissima valenza anche economica: un euro investito in cultura ne rende 7/8. Non mi preoccupo per i fondi, li troveremo". "Per la nuova Brera puntiamo ad averne un milione all’anno, il quadruplo rispetto ad oggi. Con questo progetto Milano diventa anche città della cultura, ognuno dovrà fare la sua parte. Per il 2015 contiamo di essere a buon punto". L’architetto Mario Bellini, che avrà il compito di ridisegnare la Grande Brera, sottolinea: "L’Accademia mantiene il suo cuore centrale nel vecchio quartiere e una condivisione della Sala Alessi con tutti i condomini di Brera". Soddisfatto anche il direttore dell’Accademia, Gastone Mariani. "La parte storica e culturale rimarrà in Brera, i laboratori multimediali invece nell’ex caserma. I soldi noi non li abbiamo, ma so che c’è uno sponsor che si è già offerto di regalarci una navetta per fare avanti e indietro. Non chiamatelo trasloco, è un ampliamento di 26mila metri quadrati, quello che abbiamo sempre chiesto dopo una battaglia di 2 anni". |
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Riemergono le immagini antiche degli apostoli |
Le icone degli apostoli Pietro, Paolo, Andrea e Giovanni, celate sotto la volta di un cubicolo delle catacombe di Santa Tecla, hanno rivisto la luce. Le catacombe si trovano a circa mezzo chilometro dalla Basilica di San Paolo fuori le mura, a Roma. I risultati erano stati anticipati qualche tempo fa con la scoperta della prima icona di San Paolo e ultimamente sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato anche il Presidente della Pontificia Commissione di archeologia sacra, il Segretario della stessa e la responsabile del restauro. Il Sovrintendente ai lavori archeologici delle catacombe di Santa Tecla ha affermato che "sono le più antiche immagini degli apostoli e risalgono alla fine del IV secolo". Gli affreschi decorano il soffitto di un cubicolo fatto edificare da una nobildonna del tardo impero romano; negli anni '50 fu edificato un palazzo le cui fondamenta fortunatamente non danneggiarono il sito archeologico. Il Sovrintendente ha evidenziato che "per Andrea e Giovanni si tratta delle più antiche rappresentazioni" mentre le immagini dell'apostolo Pietro "si hanno già alla metà del IV secolo, ma mai da solo, in un'icona". Secondo la responsabile del restauro "la scoperta dimostra l'introduzione e la diffusione del culto degli apostoli nelle origini del Cristianesimo". Le decorazioni riportano anche immagini di una maratona romana e di "un fitto cassettonato che forse imitava la Basilica di San Paolo: si sa che alla fine del IV secolo era stato ricostruito un "martyrium paolino" e diverse fonti dicono che il soffitto era tutto travi e lamine d'oro" ha illustrato il Sovrintendente. "Il cubiculo emula un mausoleo o una basilica. Vicino c'è l'immagine di un collegio apostolico con Cristo al centro tra gli apostoli, come di solito era raffigurato negli absidi delle basiliche romane. La matrona appare ingioiellata insieme alla figlia in atteggiamento orante. Tutto coincide con la vita religiosa cristiana di Roma di quel tempo", ha concluso il Sovrintendente. "Sono le icone più antiche a figura intera di Pietro e Paolo e, in assoluto, quelle più antiche di Andrea e Giovanni" conclude il Sovrindentente. Per quanto riguarda il restauro degli affreschi è stata utilizzata un'innovativa tecnologia laser, per rimuovere le incrostazioni di calcare. |
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È riemerso in Croazia un mercantile veneziano del Cinquecento |
Recentemente è stato rinvenuto il relitto di un mercantile veneziano del Cinquecento, nei pressi dell'isola di Mljet (Meleda), in Croazia. L'imbarcazione è stata trovata a 42 metri di profondità e il rinvenimento della campana di bordo, in bronzo, ha permesso di datare la nave veneziana a un periodo immediatamente successivo al 1567. Il reperto è oggetto di una campagna di scavi sottomarina diretta dal Dipartimento di Archeologia subacquea dell'Istituto di Restauro Croato di Zagabria, con la collaborazione di un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze dell'Antichità e del Vicino Oriente dell'Università Ca' Foscari di Venezia. La missione era composta da circa 15 sommozzatori tra archeologi e tecnici croati e da 3 archeologi italiani. Il team veneziano ha utilizzato il sistema del rilievo fotogrammetrico subacqueo per documentare i resti lignei dello scafo. Il Direttore dell'Istituto di Restauro ha coordinato il gruppo di ricercatori croati, mentre a capo della ricerca e dello studio della missione veneziana vi era un docente di Archeologia marittima. La nave trasportava un carico di ceramiche turche di Iznik, soprattutto piatti, brocche e alcuni vetri, ma a bordo sono stati ritrovati anche otto pezzi di artiglieria. I materiali sono in corso di studio da parte di un docente ordinario di Archeologia Medievale alla Ca' Foscari e Codirettore della missione veneziana. Il relitto è considerato dagli archeologi di estremo interesse poiché non è mai stato oggetto di saccheggi. L'importanza scientifica del rinvenimento deriva, inoltre, dall'associazione dei materiali del carico e la tecnica costruttiva della nave. Le poche conoscenze dei sistemi costruttivi navali di questo periodo provengono, infatti, quasi esclusivamente da fonti scritte mentre rare sono le testimonianze archeologiche in situ. |
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