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A Roma riapre il Museo Nazionale Etrusco
etrusco1Dopo anni di lavori, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia riapre ventidue sale delle quaranta in cui si articola l'intero percorso museale. Le sale sono ubicate nell'ala sinistra della villa realizzata da Vasari, Vignola e Ammannati, con la supervisione di Michelangelo e sono state inaugurate dal Sottosegretario ai Beni Culturali, insieme con la Soprintendente per i Beni archeologici dell'Etruria meridionale. I nuovi allestimenti propongono, attraverso circa duemila oggetti, la storia di due importanti centri etruschi: Vulci e Cerveteri. La Soprintendente per i Beni archeologici dell'Etruria meridionale ha spiegato che "si cerca di avvicinarsi il più possibile al pubblico con un linguaggio semplificato e quindi anche con una presentazione dei materiali leggera, ariosa, come abbiamo fatto in queste sale", mentre il Sottosegretario ai Beni Culturali ha evidenziato che "si tratta di un nuovo museo perché abbiamo raddoppiato gli spazi espositivi ed è stato realizzato un lavoro straordinario che dimostra come i Soprintendenti siano capaci di lavorare anche in condizioni di grande difficoltà". Inoltre è stato detto che stanno per iniziare gli interventi conclusivi che prevedono l'esposizione delle antichità di Veio nelle ultime cinque sale dell'ala destra della villa, che hanno ancora il vecchio allestimento degli anni '50 e che attualmente ospitano i materiali del Latium vetus. "Entro giugno 2011 questi verranno spostati e presentati al pubblico, nelle sale di Villa Poniatowski che è al momento usata occasionalmente per mostre, conferenze e che aspetta solo di accogliere i materiali", ha detto la Soprintendente. Il progetto del Polo Museale Etrusco di Roma elaborato nel 1995 è quindi oggi quasi ultimato.
 
Dopo il restauro, riapre il nuovo Teatro dell'Accademia delle belle arti di Napoli
accademia-belle-artiIl Teatro dell'Accademia delle belle arti di Napoli è stato oggetto di recente restauro ed è stato aperto ai napoletani da poco. Di nuovo presenta due grandi finestre a ogiva che si aprono completamente alla città ed è questo il dettaglio architettonico che ha valorizzato la struttura.
Il Teatro è passato da centro di formazione per i ragazzi dell'Accademia a contenitore di eventi culturali aperto al pubblico. L'architetto che ha realizzato il progetto spiega che "si sono sfruttate queste aperture che venivano poco utilizzate nel vecchio allestimento per comunicare con l'esterno e per dare luce e aria a un luogo che sembrava costretto dai pochi spazi disponibili. Abbiamo sistemato sul soffitto e in fondo alla stanza dei parallelepipedi in legno per riproporre il tema del quadrato, che è presente in tutto l'edificio".
I pannelli sono anche funzionali all'acustica: grazie a questo sistema, infatti, la sala non ha bisogno di amplificazione. Il Teatro, già ristrutturato nel secondo dopoguerra, è stato intitolato ad Antonio Niccolini, che l'aveva diretto dal 1822 al 1849, dopo aver istituito a Napoli la prima scuola scenografica italiana nel 1816. La struttura è stata ultimata in undici mesi, grazie alla collaborazione tra il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, il Provveditorato regionale alle Opere pubbliche e la Soprintendenza per i Beni architettonici, per il Paesaggio e per il Patrimonio storico, artistico ed Etnoantropologico.
Soddisfatto il Direttore generale dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica del Ministero, che annuncia la decisione di affidare per il 2010 il Premio nazionale delle arti a Napoli.
"Torniamo a essere l'unica accademia in Italia ad avere un teatro all'interno della struttura" sottolinea il Direttore dell'Accademia e prosegue dicendo che "vogliamo portare la città nel teatro allestendo un cartellone speciale".
 
Scoperto in Giordania il palazzo reale di Khirbet al-Batrawi
giordaniaI ricercatori dell'Università "La Sapienza" di Roma, in collaborazione con il Dipartimento delle Antichità giordano, hanno scoperto un edificio identificabile con il palazzo reale della città fortezza che tra il 2900 e il 2300 a.C. controllava le vie carovaniere del deserto. Le ultime scoperte sull'insediamento di Batrawi, portato alla luce nel dicembre 2004, la confermano come una delle prime città-stato del levante meridionale del III millennio. L’insediamento fa parte di un sistema di urbanizzazione diffusa della zona circostante, in cui si annovera anche la contemporanea città di Gericho, sulla quale la missione della Sapienza opera parallelamente. Il palazzo fu distrutto durante l'attacco finale che rase al suolo la città del terzo millennio a.C..
I risultati della campagna di scavo sono stati presentati a Parigi, nel corso dell'XI Congresso Internazionale sulla Storia e Archeologia della Giordania. Fra i ritrovamenti, all'interno di una delle sale, sono stati scoperti un centinaio di vasi integri, la maggior parte contenenti resti carbonizzati, servizi da mensa e vasetti miniaturistici decorati. Il corpus costituisce la collezione di forme più completa mai scoperta nel levante meridionale per questo periodo storico. Di particolare interesse, inoltre, il ritrovamento di quattro asce di rame, poiché per la stessa epoca (ovvero Bronzo antico III 2700-3000 a.C.) erano noti solo altri cinque esemplari. Le asce sono ora a Roma dove saranno restaurate dall'ISCR. Di importante rilievo anche la scoperta di un tornio da vasaio, strumento che innescò una vera rivoluzione produttiva.
 
Il "Complesso Museale" di Napoli apre al pubblico
complesso-musealeCon la presentazione del restauro della splendida tela di Giacomo Farelli (allievo di Andrea Vaccaro), ha aperto al pubblico il "Complesso Museale" dell'Arciconfraternita dei Pellegrini di Napoli, situato all'interno dell'ospedale della Pignasecca. Questo complesso è un museo atipico: vi confluisce la chiesa superiore (la santissima Trinità del '700, opera di Carlo Vanvitelli) contenente importanti dipinti, quali l'opera di Farelli (primo altare a destra), la Crocifissione di Andrea Vaccaro (terzo altare a sinistra) e altri grandi quadri. Più sotto vi si trova la cinquecentesca chiesa di Santa Maria di Materdomini (che contiene la famosa statua inginocchiata), opera di Michelangelo Naccherino della fine del '500, la Madonna con bambino di Francesco Laurana del 1400, le statue lignee di fine '500 e ancora più sotto la Terra Santa del '700, dove venivano seppelliti i confratelli in piedi all'interno di nicchie chiuse da dipinti. Del complesso architettonico fa parte anche il maestoso Coro, con gli stalli in radica di noce, alle spalle dell'altare della Trinità dove avvengono le votazioni dei confratelli e dove anticamente avvenivano le vestizioni. Da segnalare anche l'Archivio storico privato, che risulta essere il più importante dopo quello del Banco di Napoli, per alcuni documenti in esso contenuti, come alcune memorie inedite della Repubblica Napoletana del 1799.
Il Commissario dell'Arciconfraternita ha dichiarato che "con questo restauro vogliamo dare un segno alla città e a questo quartiere dove mancano sicurezza e arredo cittadino, allo scopo di riqualificare il territorio".
Le visite avvengono su prenotazione, il costo del biglietto intero è di 5 euro e 3 euro per quello ridotto.
 
Nuova ala del Museo della Città di Rimini
RIMINIIn occasione del 12° Festival del mondo antico, sarà inaugurata il 25 giugno 2010 la nuova ala archeologica del Museo della Città di Rimini. In esso sono presenti oltre 40 sale e 2000 metri quadrati di reperti inediti per ripercorrere la storia di Rimini dalla preistoria al tardoantico.
Il percorso, allestito in ordine cronologico, parte dalla sezione dedicata ai fossili e ai primi manufatti umani risalenti a 800mila anni fa.
Nella sezione villanoviana verranno esposte ceramiche, oggetti in bronzo e fibbie d'ambra provenienti da una tomba di Verucchio. Ci saranno reperti di epoca etrusca, risalenti al periodo in cui l'acropoli di Rimini era a Covignano e l'ampia sezione dedicata alla Rimini romana, con frammenti di altari domestici e ceramiche dedicate agli dei, oltre a lucerne, pesi da telaio, reperti provenienti dalle tombe sotto il vecchio consorzio agrario e dalle necropoli lungo la Flaminia, capitelli dalla chiesa di San Lorenzo in Monte, il più antico mosaico di Rimini, trovato in via Castelfidardo, e reperti del 1 sec d.C., provenienti dalle domus del vescovado di via Dante e da San Francesco. Tutto materiale mai esposto prima, custodito per più di 100 anni nel deposito del vecchio museo.
Il direttore del Museo della Città di Rimini spiega che "sono trent'anni che si lavora all'ala archeologica, progettata sin dalla prima apertura del museo negli anni '90. Ora finalmente riusciamo a restituire ai riminesi questo pezzo importante della loro storia". L'assessore alla cultura del Comune di Rimini invece afferma che "per il Comune è stato un investimento molto importante, finanziato nei bilanci degli ultimi 6 anni".
I lavori però non sono ancora finiti. Un nuovo settore, dedicato all'epoca tardoantica è in allestimento al piano superiore e altri reperti sono in arrivo dagli scavi in corso.
 
Restauro della statua in legno "Madonna dei Poveri"
MADONNALa statua della "Madonna dei Poveri" del Santuario di Seminara (RC) è attualmente interessata da un delicato intervento di restauro.
I lavori sono iniziati nello scorso mese di marzo, con una prima fase di indagini diagnostiche (raggi X , infrarossi, ultravioletti XRF, sezioni stratigrafiche e carbonio14), coordinate dal consulente scientifico della fabbrica di San Pietro. L'intervento di restauro si sta svolgendo all'interno della chiesa, dove è stato allestito un laboratorio temporaneo al fine di garantire le esigenze scientifiche di corretta conservazione del manufatto.
Recentemente si è svolto un importante incontro dove hanno partecipato vari Soprintendenti e responsabili del restauro, sia per valutare i risultati acquisiti, sia per definire il prosieguo dell'intervento.
Le novità finora emerse confermano la straordinarietà della sacra effige: l'intervento conservativo sta evidenziando la bellezza del volto della Madonna, rivelato dalle radiografie e dai test di pulitura e il manto aureo della Vergine e del Bambino, che prima del restauro erano ricoperti da uno spesso strato di gomma lacca e nero fumo che ne alterava lo splendore. Le notizie storiche di un restauro settecentesco, probabilmente l'ultimo che ha interessato integralmente la statua, hanno trovato conferma durante l'intervento conservativo in atto. Quel restauro consisteva nella sostituzione del braccio destro e della copertura di una estesa zona del manto della Vergine con un'invasiva ricostruzione che ne modificava il modellato.
 
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