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Il Museo Archeologico di Bologna amplia la sua raccolta grazie al prestito di antichi reperti
MuseoBologna okIl Museo Archeologico di Bologna arricchisce la sua collezione egiziana con trentacinque pezzi di proprietà del Rijksmuseum von Oudheden di Leida, in Olanda. Sono piccoli vasi, anforette, vassoi, ciotole che risalgono dal IV al III millennio avanti Cristo. Il prestito di tale opere è il risultato di una convenzione quinquennale sottoscritta dai due musei all'inizio dello scorso anno. I due musei possiedono infatti due collezioni egiziane considerate "gemelle", che conservano rilievi e sculture provenienti dalla stessa area della necropoli di Saqqara, l'antica città di Menfi. “Raramente - spiega Paola Giovetti, direttrice dell'Archeologico - un museo straniero concede un prestito tanto lungo”, segno di apprezzamento, da parte della città di Leida, della linea d'azione del museo bolognese in termini di tutela, conservazione e gestione dei beni archeologici.

Affiorano resti della città romana

Tornano alla luce, in piazzale San Donato a Lucca i resti della città romana. Dallo scavo di 3 metri di profondità per 3 metri di ampiezza, che offre solo un piccolo spaccato di quello che si trova sotto la zona ovest della città, probabilmente un asse viario, sono stati rinvenuti anche cocci di anfore e di ceramiche che risalgono al I e al II secolo dopo Cristo. “Sicuramente era una zona esterna alle Mura - spiega Giulio Ciampoltrini, coordinatore della Soprintendenza per i beni archeologici - mentre in via Carrara abbiamo trovato resti di un fossato e di un’opera di canalizzazione sempre risalenti allo stesso periodo. Stiamo raccogliendo molti dati in vista di allestire una mostra permanente”.

 
Eseguita tac su mummia alle Molinette di Torino
torino mole antonelliana okPer la prima volta in Italia vengono effettuate le analisi e la ricostruzione 3D di una mummia.
Il suo nome è Shepsestatet ed è risalente all'età tolemaica, fra il IV e il I secolo avanti Cristo: “Dovremo approfondire, ma era senza dubbio una donna molto minuta, taglia 34-36, un bacino piccolissimo che fa pensare che non avesse avuto figli, una colonna vertebrale in buone condizioni, un´altezza non superiore a un metro e cinquanta centimetri. Si vede con chiarezza che aveva avuto una frattura a tibia e perone”. Questo secondo il medico e i suoi collaboratori che hanno effettuato alle Molinette di Torino gli esami sulla mummia. Gli studi effettuati saranno presentati in occasione di un convegno in programma a novembre a Torino e durante il Congresso Internazionale di Rio De Janeiro.

Affiorano resti della città romana

Tornano alla luce, in piazzale San Donato a Lucca i resti della città romana. Dallo scavo di 3 metri di profondità per 3 metri di ampiezza, che offre solo un piccolo spaccato di quello che si trova sotto la zona ovest della città, probabilmente un asse viario, sono stati rinvenuti anche cocci di anfore e di ceramiche che risalgono al I e al II secolo dopo Cristo. “Sicuramente era una zona esterna alle Mura - spiega Giulio Ciampoltrini, coordinatore della Soprintendenza per i beni archeologici - mentre in via Carrara abbiamo trovato resti di un fossato e di un’opera di canalizzazione sempre risalenti allo stesso periodo. Stiamo raccogliendo molti dati in vista di allestire una mostra permanente”.

 
Scoperto all'Accademia di Carrara un gesso di Canova
carrara2-acc-belle-arti okAll'Accademia di Belle Arti di Carrara è stato ritrovato nel magazzino, stipato insieme ad altre 200 opere, un capolavoro valutato due milioni di euro: il titolo dell’opera è “Danzatrice con le mani sui fianchi”. Il gesso, alto poco più di un metro e datato 1810, è la seconda “ballerina” di Canova.
Fino ad oggi l’unica nota è la “Danzatrice col dito al mento”, ma in un documento del 1964 si parlava di due “danseuse”. Il mistero è stato risolto quando, fra i tesori stipati nel laboratori di scultura, poco distante dall’Accademia, è venuto finalmente alla luce il secondo capolavoro che era sfuggito alle catalogazioni, anche all’ultima del 1981.
Le braccia, al momento non ci sono: “Ma non è escluso - dice il presidente dell’Istituto di Belle Arti Simone Caffaz - che possano essere recuperate nell’ambito di una più complessa ricerca”.
La “seconda ballerina”sarà in mostra da maggio a settembre in occasione della grande esposizione “Il tempo di Elisa: il mito e la bellezza” nell’Aula Magna dell’Istituto di Belle Arti di Carrara.

Affiorano resti della città romana

Tornano alla luce, in piazzale San Donato a Lucca i resti della città romana. Dallo scavo di 3 metri di profondità per 3 metri di ampiezza, che offre solo un piccolo spaccato di quello che si trova sotto la zona ovest della città, probabilmente un asse viario, sono stati rinvenuti anche cocci di anfore e di ceramiche che risalgono al I e al II secolo dopo Cristo. “Sicuramente era una zona esterna alle Mura - spiega Giulio Ciampoltrini, coordinatore della Soprintendenza per i beni archeologici - mentre in via Carrara abbiamo trovato resti di un fossato e di un’opera di canalizzazione sempre risalenti allo stesso periodo. Stiamo raccogliendo molti dati in vista di allestire una mostra permanente”.

 
Cinquecento preziosi reperti nel nuovo museo dell'Anfiteatro romano
Colosseo-di-Roma okA Roma sarà inaugurata l'esposizione permanente di manufatti che ripercorre la  storia del Colosseo, un percorso che sarà ufficialmente presentato dal 5 maggio in occasione delle aperture serali.
“L'idea di un allestimento stabile che approfondisca la storia del monumento è maturata dal successo delle mostre organizzate negli anni - racconta la direttrice del Colosseo Rossella Rea - e così abbiamo mantenuto alcuni apparati didattici che ci sembravano più utili per lo spettatore e li abbiamo arricchiti con reperti, tutti provenienti dai nostri depositi, frutto anche di recenti studi e interpretazioni”.
L'esposizione composta da oltre 500 pezzi articolati in sezioni tematiche è concentrata lungo il secondo anello. Si parte dai giochi gladiatori che resero il Colosseo la più grande macchina da spettacolo dell'antichità, raccontati con rilievi e modellini meccanici degli apparati scenici, oltre che da ossa di animali rinvenute negli ipogei (cavalli, orsi, tigri) e grumi intatti di colori usati per le decorazioni. Il percorso prevede opere della vita quotidiana del Colosseo, con epigrafi e graffiti originali lasciati sugli spalti dal pubblico, e l'architettura evocata da capitelli, trabeazioni e fregi colossali, come l'iscrizione inaugurale. Il progetto museale è molto più ampio in quanto sono previsti dei lavori di restauro che coinvolgeranno l'intero sistema di corridoi radiali e sottoscala monumentali come spazi espositivi, con l'approfondimento della sezione sulla vita quotidiana al Colosseo nel periodo medievale. “L'idea - conclude la Rea - è di ricostruire qui i soppalchi delle cosiddette domus solarate, ambienti che popolarono il Colosseo tra IX e XIII secolo”.

Affiorano resti della città romana

Tornano alla luce, in piazzale San Donato a Lucca i resti della città romana. Dallo scavo di 3 metri di profondità per 3 metri di ampiezza, che offre solo un piccolo spaccato di quello che si trova sotto la zona ovest della città, probabilmente un asse viario, sono stati rinvenuti anche cocci di anfore e di ceramiche che risalgono al I e al II secolo dopo Cristo. “Sicuramente era una zona esterna alle Mura - spiega Giulio Ciampoltrini, coordinatore della Soprintendenza per i beni archeologici - mentre in via Carrara abbiamo trovato resti di un fossato e di un’opera di canalizzazione sempre risalenti allo stesso periodo. Stiamo raccogliendo molti dati in vista di allestire una mostra permanente”.

 
Riapre l'Antiquarium di Gubbio (PG)
Gubbio2 okIn occasione della settimana della cultura, riapre l'Antiquarium di Gubbio, struttura emersa negli anni '70.
La palazzina che ospita i reperti è costruita sulla pavimentazione a mosaico chiaro-scuro dell'augustea Domus di Scilla (che ritrae la scena della battaglia contro Ulisse), protetta da una grata metallica che ne permette la conservazione senza impedirne l'osservazione. È progettata su due livelli, dando spazio e luminosità agli scavi e ai reperti che ospita. I reperti costituiti da bronzi, ceramiche, terrecotte, monili, utensili, elementi devozionali e sacrificali e oggettistica varia, protetti da teche in vetro, risalenti perlopiù ai secoli II a.C. - II d.C, sono collocati in sette stanze della struttura.
La cartellonistica esplicativa è già stata predisposta con annessa traduzione inglese per rivolgersi ai turisti stranieri che visiteranno la struttura.

Affiorano resti della città romana

Tornano alla luce, in piazzale San Donato a Lucca i resti della città romana. Dallo scavo di 3 metri di profondità per 3 metri di ampiezza, che offre solo un piccolo spaccato di quello che si trova sotto la zona ovest della città, probabilmente un asse viario, sono stati rinvenuti anche cocci di anfore e di ceramiche che risalgono al I e al II secolo dopo Cristo. “Sicuramente era una zona esterna alle Mura - spiega Giulio Ciampoltrini, coordinatore della Soprintendenza per i beni archeologici - mentre in via Carrara abbiamo trovato resti di un fossato e di un’opera di canalizzazione sempre risalenti allo stesso periodo. Stiamo raccogliendo molti dati in vista di allestire una mostra permanente”.

 
Recuperate dall'America sette opere italiane
lelioorsi okNel corso di complesse attività investigative condotte dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale in stretta collaborazione con le Autorità statunitensi, sono stati recuperati e riconsegnati dagli Stati Uniti d’America allo Stato italiano una serie di reperti trafugati negli anni.
Si tratterebbe di sette opere, tra cui un dipinto ad olio su rame, intitolato “Leda ed il cigno”, del XVI secolo e attribuito all’artista Lelio Orsi; tre pagine miniate su carta pergamenata del 1400 e 1500, trafugate, dalla Chiesa di San Paolo di Pistoia nel 1990 e dall’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore di Asciano (SI) nel 1975; un’erma in marmo che raffigura Giano bifronte del I sec. d.C., illecitamente scavata in Italia ed indebitamente esportata all’estero; una pelike attica a figure rosse e una situla apula, rispettivamente del V e del IV sec a.C., anch’esse illecitamente sottratte al patrimonio storico-artistico italiano, poste in vendita all’asta a NewYork.

Affiorano resti della città romana

Tornano alla luce, in piazzale San Donato a Lucca i resti della città romana. Dallo scavo di 3 metri di profondità per 3 metri di ampiezza, che offre solo un piccolo spaccato di quello che si trova sotto la zona ovest della città, probabilmente un asse viario, sono stati rinvenuti anche cocci di anfore e di ceramiche che risalgono al I e al II secolo dopo Cristo. “Sicuramente era una zona esterna alle Mura - spiega Giulio Ciampoltrini, coordinatore della Soprintendenza per i beni archeologici - mentre in via Carrara abbiamo trovato resti di un fossato e di un’opera di canalizzazione sempre risalenti allo stesso periodo. Stiamo raccogliendo molti dati in vista di allestire una mostra permanente”.

 
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