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Il recupero di una superficie muraria dipinta viene preceduto da una serie di tasselli di pulitura, effettuati in più punti sulla superficie oggetto di restauro, per verificare la successione degli strati di sporco o di ridipinture. Se ad una ricognizione di percussione manuale, la superficie, presentasse dei vuoti dovuti a distacchi, si procederà alla ricostituzione dell’adesione tra supporto murario ed intonaco, mediante iniezione di adesivi riempitivi con malte idrauliche o resine acriliche. Inoltre, dovesse risultare precaria l'adesione della pellicola pittorica originale, si procederà con l’applicazione di resina acrilica a bassa concentrazione, data a pennello con carta giapponese fino al rifiuto. Seguendo l'indicazione dei tasselli praticati precedentemente, la pulitura potrà essere effettuata con metodologie e materiali diversi, come le soluzioni chimiche applicate con impacco di polpa di cellulosa (acetone, dimetilformammide, carbonato d’ammonio, nitro, ecc) o meccaniche, con l’utilizzo di spugne, , bisturi, raschietti, spazzole, ecc. Una volta pulita la superficie, verranno abbassate di livello o rimosse le stuccature eseguite durante i precedenti interventi; queste possono interagire negativamente con i materiali costitutivi o per composizione o per estetica. Le stuccature, che saranno eseguite dopo avere individuato la malta idonea per composizione, granulometria e colore, saranno effettuate per risarcire le cadute degli strati d’intonaco o di intonachino. Le superfici dovranno essere perfettamente raccordate alle zone originali decorate. Infine la reintegrazione pittorica delle parti stuccate potrà essere eseguita, a seconda dei casi, con colori ad acquerello, tempera o pastelli.
Lo staff di Coop. ACEP
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